martes, 28 de septiembre de 2010

La simmetria della forma

Simmetria: proprietà di un insieme di elementi, di un corpo o di una figura geometrica di essere disposta in modo regolare rispetto a un sistema di riferimento assegnato, che può essere un punto, una retta o un piano. Il concetto di simmetria è di grande importanza in biologia, matematica, fisica e in mineralogia.





C'erano sempre stati sul pianeta del piccolo principe dei fiori molto semplici, ornati di una sola raggiera di petali, che non tenevano posto e non disturbavano nessuno. Apparivano un mattino nell'erba e si spegnevano la sera. Ma questo era spuntato un giorno, da un seme venuto chissà da dove, e il piccolo principe aveva sorvegliato da vicino questo ramoscello che non assomigliava a nessun altro ramoscello. Poteva essere una nuova specie di baobab. Ma l'arbusto cessò presto di crescere e cominciò a preparare un fiore. "Come sei bello!"
"Vero", rispose dolcemente il fiore, "e sono nato insieme al sole..."
Il piccolo principe indovinò che non era molto modesto, ma era così commovente! "Come fai ad essere così bello?"
"Vedi, io sono un fiore e sono una creazione della natura, e in quanto tale sono perfettamente simmetrico..."
"Non capisco" rispose il piccolo principe
spiazzato dall'uscita del fiore.
"Ora ti spiego" disse superbamente il fiore.
"In natura esistono tantissime simmetrie"
"E a cosa servono? "
"Beh, a fare i fiori belli, non c'è dubbio. Una simmetria della natura è qualcosa che il sole ci ha dato e che nessuno potrà mai imitare. Tutto, in natura, nasce da una simmetria. Tante cose in natura sono simmetriche, sai? " "Cosa ?" "Ad esempio le stelle marine, i fiocchi di neve, le celle degli alveari delle api e i cristalli...l'uomo!"
"Mai stata neve né api sul mio pianeta"
Il piccolo principe era attirato dai discorsi del fiore. "Tutti gli esseri viventi sono belli e simmetrici sotto diversi punti di vista... io, ad esempio, sono colorato e le simmetrie dei colori dei miei petali mi fanno bello".
"Avrei dovuto non ascoltarlo. Non bisogna mai ascoltare i fiori. Basta guardarli e respirarli. Il mio profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare".

Consigli per gli acquisti ottocenteschi

lunes, 27 de septiembre de 2010

vanitas, memento mori

Revolution Dada


Dadabild
Ed ecco che arriva un fotomontaggio/collage di Grosz, sempre del 1920: Der Weltdada Richard Huelsenbeck o Dadabild, conservato oggi alla Kunsthaus di Zurigo. Un apparente corpo, vestito come un bourgeois gentilhomme con le mani in tasca, non ha testa e piedi ma dal suo interno scaturisce, scoppia, la parola “DADA”. È inserito all'interno di un'intersecazione di linee geometriche aperte su uno sfondo neutro. Le analogie che possiamo stabilire con il Selvaggio Heartfield sono poche: singolare il fatto che entrambe le rappresentazioni abbiano il nome di un dadaista, entrambi sono manichini da sartoria, uno in tenuta militare l'altro in “borghese”, ambedue sono unijambiste. Ma esiste una considerevole differenza: mentre il Borghese Heartfield che diviene selvaggio rappresenta la più aspra critica ai valori della società di Weimar, il Dadabild è la ricerca dell'uomo nuovo, dell'artista nuovo. Cosa è successo? Che cosa provoca un simile cambiamento in così poco tempo?

domingo, 19 de septiembre de 2010

Barbara Kruger. All violence is the illustration of a pathetic stereotype.


Barbara Kruger è un'artista concettuale americana, negli anni ‘70 ha lavorato per diverse testate come art director e graphic designer. Fin dagli esordi, Barbara Kruger colloca i suoi lavori (fotografie in bianco e nero, spesso raccolte sui giornali, raffiguranti il più delle volte donne, cui giustappone slogan, testi bianchi su fondo rosso, scritti sempre con lo stesso carattere) negli spazi cittadini destinati ai manifesti pubblicitari, sovvertendo il senso del loro linguaggio e creando così uno stile forte, inconfondibile e d’impatto e, soprattutto, permettendo all’arte di uscire fuori dai luoghi istituzionali del museo e della galleria per generare un corto circuito con il quotidiano.
Il risultato scuote l’osservatore, minandone le certezze e scardinando i luoghi comuni della società, perchè i messaggi lanciati dalla Kruger (frasi personali o tratte dal linguaggio corrente) sono critiche potenti degli stereotipi legati alla donna, al consumo di massa o al vivere sociale, ma offerte in una maniera che disattende le aspettative di colui che guarda e che da un manifesto pubblicitario pensa di essere gratificato e rassicurato.

Uccellacci e uccellini

  PAJARracos y pajaritos Pier Paolo Pasolini, 1966. Int.: Totó, Ninetto Davoli, Femi Benussi. Italia. VOSE. 100 min. DCP Sinopsis “Escandali...